Matteo Teglia : Storia della sua regata oceanica ARC 2021​

Rientrato in Italia cerco di riuscire a descrivere in breve quella che è stata per me la prima traversata oceanica. In realtà tutta la preparazione per questo evento parte da molto lontano, da prove e studi di soluzioni per portare una barca nata puramente per la crociera ad essere strapazzata in oceano. In questi ultimi anni Yoru ( Vismara 62 disegnato da Mark Mills) ha subito delle importanti ottimizzazioni a livello di setting generale, frutto appunto di prove di anni. Questo ci ha permesso di affrontare l’avventura nel migliore dei modi, anche se non sono mancati i problemi, rotture, riparazioni e momenti di preoccupazione. Dopo i primi giorni caratterizzati da vento leggero che ci ha portato ad avere la “rotta briaca”, per andare alla ricerca delle pressioni locali, la situazione meteo a nord, caratterizzata da venti molto forti e di bolina, si è evoluta essendo meno proibitiva per noi. Diciamo che il sud tranquillo noi proprio non lo volevamo.

Partiti per il nord verso il quinto gorno abbiamo agganciato questo NE che è andato ad aumentare notevolmente arrivando a velocità prossime ai 50 nodi porrtando con sè un’onda molto formata con altezze importanti, molto difficili da gestire specialmente di notte. Abbiamo navigato per 4 giorni in queste condizioni stando con velocità della barca abbondantemente sopra i 13/15 nodi, con planate a 18/20/23 con punte fino a 27.10. Un bell’andare si, ma anche impegnativo, specialmente di notte. Non sono mancati anche i “groppi” temporaleschi che dal nulla ti allagavano e sparavano vento da direzione irregolare al loro passaggio. Purtroppo gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da altre rotture che non ci hanno permesso di esprimere il massimo, obbligandoci a rimanere più conservativi, macinando meno miglia del previsto, ma siamo riusciti ad arrivare a St Lucia con un’ottima posizione.

“Terraaaaaa” urlò Colombo e noi abbiamo lasciato l’onore di urlarlo ad Elisa Mangani!

Grazie ad Amedeo Barbara per la cura che ha avuto di Yuro.

Grazie  ad Andrea, Elisa, Matteo, Fabio, Walter e Vincenzo per essere stati un equipaggio a tutto tondo.

Un GRAZIE infinito a Luigi ed Alessandra che si sono dimostrate due persone straordinarie in tutto e per tutto, che non si sono lasciate abbattere nei momenti difficili e che sempre ci hanno creduto. GRAZIE per aver reso possibile tutto questo.

Volevo lasciare un semplice pensiero alla famiglia ed amici di Max Delannoy, che ha perso la vita durante una manovra su un’imbarcazione che si trovava ancora più a nord di noi. Buon vento Max